Opere metafisiche scelte di Renato Cartesio volgarizzate
Pavia , presso i Collettori coi tipi di Gio. Giacomo Capelli , 1818
Due volumi
mm. 150 x100
Brossura muta coeva con tassello cartaceo con titolo ai dorsi
pp. 146, 285(1); 364 (malnumerate 664
Antiporta col ritratto dell’autore, al primo volume. In barbe
Non comune prima traduzione italiana
Le Meditazioni metafisiche (sottotitolo: Nelle quali sono dimostrate l’esistenza di Dio e la distinzione reale tra l’anima e il corpo dell’uomo), scritte da René Descartes (1596 - 1650) e pubblicate per la prima volta in latino col titolo Meditationes de prima philosophia nel 1641, espandono il sistema filosofico cartesiano, ampliando la prima formulazione che ne era stata fatta nel Discorso sul metodo (1637). L’opera, che si apre con una lettera "Al Decano e ai Dottori della sacra Facoltà di teologia di Parigi, sapientissimi e illustrissimi", procede con una prefazione per il lettore ed un compendio delle sei meditazioni, ognuna delle quali sarà riferita alla precedente come se si fosse compiuta “ieri”:
Prima meditazione: Di che cosa si ha ragione di dubitare
Seconda meditazione: La mente umana, e come la si conosca meglio che i corpi
Terza meditazione: Esistenza di Dio Quarta meditazione: Il vero e il falso
Quinta meditazione: L’essenza delle cose materiali, ancora sull’esistenza di Dio
Sesta meditazione: L’esistenza delle cose materiali e la distinzione dell’anima dal corpo
L’ampliamento del pensiero espresso nel Discorso sul metodo porta nelle Meditazioni a quella che può essere considerata una nuova originale versione del cogito ergo sum che viene, in un certo senso, ribaltato in "Sum ergo cogito











