La mente umana spirito immortale, non materia pensante
Padova , Stamperia del Seminario , 1766
Opera del P. M. F. Tommaso Vincenzo Moniglia dell’Ordine de Predicatori, pubblico professore di sacre lettere nell’Univerità di Pisa, che contiene vari trattati giovevoli per chi vuole impugnare i materialisti
mm. 230 x 138
Due volumi rilegati in uno
Cartonato rustico dell’epoca, titolo manoscritto al dorso
1 c. b, pp. (14), 207; 232
Non comune prima ed unica edizione
Splendido esemplare in barbe
L’opera contiene il primo accenno al karma della religione buddista
Bibl: Antologia Vieusseux, n. 51, 2011, E. G. Bargiacchi, la nascita degli studi tibetani, pp. 5 - 32: Ippolito Desideri aveva affrontato non solo la lingua tibetana, ma anche le concezioni filosofiche centrali del buddhismo, redigendo «quella Relazione del Tibet che – come disse Giuseppe Tucci – per la sua profondità e diligenza resiste all’urto dei secoli e al perfezionarsi della indagine»; Le acquisizioni desideriane furono partecipate direttamente ad alcuni studiosi del tempo e di ciò resta qualche traccia; possiamo ricordare una delle prime segnalazioni della legge buddhista del karma che, nelle parole del teologo domenicano Tommaso Vincenzo Moniglia, portava a ritenere «quell’infedeli che le virtù e i vizj, per un’intrinseca forza materiale tirassero le anime in quei luoghi diversi [«di gastigo» e «di gaudio»] ad esse proporzionati». Questa legge, che indica «una specie […] di meccanica necessità» (p. 89), viene riferita dal Moniglia come sentita da Desideri, «Pistojese Missionario del Tibet» p. 90
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