Viaggio al monte Sinai di Simone Sigoli
Napoli , dalla officina tipografica sita Carrozzieri e Montoliveto , 1839
testo di lingua pubblicato dal Poggi in Firenze nell’anno 1829 e di nuovo messo a stampa per cura di Basilio Puoti
mm. 205 x 130
Piacevole legatura dell’epoca in mezza pelle con fregi e titolo, impressi e dorati, al dorso
Pp. XI, 91
Seconda edizione
Insieme vi è rilegato
Hieronymus <santo> Lettera di S. Girolamo a Sigismonda volgarizzata da maestro Zanobi dell’ordine de’ predicatori or per la prima volta messa a stampa per cura di Basilio Puoti. Napoli, Raffaele De Stefano e Soci, 1836 pp. 19 Prima edizione.
Rilegato con
Plato. Il Critone, ovvero Di quel che si può e che non si può fare. Dialogo di Platone voltato di greco in italiano da Basilio Puoti. Napoli, Gaetano Nobile, 1847. Pp. 39. “Il vero vincere, sta nel persuadere gli altri e non nell’imporre la propria decisione con la violenza. Il vero vincere sta nel convincere.” Questa è soltanto una delle celebri frasi racchiuse nel “Critone” di Platone, che in questo famoso dialogo riporta la cronaca dell’estremo colloquio tra Critone, appunto, e Socrate. Il vecchio filosofo imprigionato ingiustamente e condannato a morte, rifiuta il piano di evasione che l’amico gli offre, disquisendo sui suoi principi e i suoi comportamenti, sulla sua moralità ineccepibile, e sul valore, per lui fondamentale, della coerenza. Socrate continua a filosofare in modo lucido anche prima di morire, la sua straordinaria tesi sulla non violenza sarà d’ispirazione per le civiltà che verranno, e così è ancora.
Rilegato con
Plato. Apologia di Socrate di Platone, voltata di greco in italiano da Basilio Puoti, accademico della Crusca. Napoli, G. Nobile, 1844. Pp. 63(1). L’Apologia di Socrate è un testo scritto in giovane età da Platone. Elaborato tra il 399 e il 388 a.C., è la più credibile fonte di informazioni sul processo a Socrate, oltre a quella in cui la figura del vecchio filosofo è probabilmente meno rimaneggiata dall’autore. Socrate infatti non scrisse mai nulla: tutto quel che sappiamo sul suo conto lo dobbiamo a Senofonte, Platone, al commediografo Aristofane e in parte ad Aristotele, che non lo conobbe direttamente. Prima edizione in italiano
Bell’insieme di quattro opere con protagonista il Puoti, sia come traduttore che come editore.















