Steinbach Palazzini, Fiora

La fabbrica del sogno The dream factory. Dai liners alle navi da crociera 

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Ronchi dei Legionari (Go) , editoriale Ergon per Fincantieri , 2002


mm. 305 x 285

Cartonato duro editoriale con foto, entro custodia  

pp. 181, 1 c. b. Foto, b/n e colori, nel testo. 

Testo in italiano ed inglese

 


SC. 25
€ 60,00
Prestigiosa monografia aziendale pubblicata nel 2002 dall’Ufficio Pubbliche Relazioni e Comunicazione di Fincantieri (con testi curati da Flora Steinbach Palazzini ed edizione inglese a cura dello storico navale Anthony Cooke).

Il volume è un’opera celebrativa e storica che racconta la straordinaria transizione tecnologica, industriale e di costume vissuta dai cantieri navali italiani (come quelli di Monfalcone, Genova Sestri Ponente e Marghera).
Ecco i punti chiave di questa evoluzione storica:
1. L’era dei Grandi Liners (I Transatlantici)
Fino alla metà del Novecento, le grandi navi passeggeri erano mezzi di trasporto di linea (liners). Il loro scopo principale era unire due continenti, principalmente l’Europa e il Nord America.

Caratteristiche: Scafi rinforzati per affrontare le tempeste dell’Atlantico del Nord, prue slanciate, divisione netta in classi sociali (dalla sfarzosa prima classe alle camerate degli emigranti) e una velocità elevata per ridurre i tempi di viaggio.
Le icone: Navi leggendarie come il Rex (vincitore del Nastro Azzurro nel 1933), il Conte di Savoia, e più tardi l’Andrea Doria e la coppia Michelangelo e Raffaello. Erano veri e propri monumenti galleggianti del design e dell’arte italiana nel mondo.
2. La Crisi e la Mutazione
Con l’avvento e la diffusione dei voli commerciali transatlantici negli anni ’60, il trasporto passeggeri via mare entrò in una crisi irreversibile. Nessuno voleva più impiegare cinque giorni per attraversare l’oceano quando poteva farlo in poche ore di volo. È qui che la "fabbrica del sogno" ha dovuto reinventarsi.

3. La Nascita delle Moderne Navi da Crociera
Fincantieri capì che se il viaggio non serviva più per andare in un posto, il viaggio stesso doveva diventare la destinazione. La nave si è trasformata da mezzo di trasporto a resort galleggiante.
L’architettura cambia: Non servono più scafi adatti a fendere il mare grosso a 30 nodi, ma grandi volumi, stabilità, ampie vetrate, balconi privati per ogni cabina e ponti aperti con piscine e teatri.
Il boom dagli anni ’90 in poi: Monfalcone e Marghera diventano i leader mondiali di questa rivoluzione, costruendo le flotte per colossi come Carnival, Princess Cruises, Costa Crociere e P&O.
Ogni nave moderna è, a tutti gli effetti, una "fabbrica del sogno": un enorme concentrato di tecnologia ingegneristica che serve a galleggiare, muoversi e generare energia, nascosto sotto un apparato scenografico progettato per far vivere un’esperienza indimenticabile a migliaia di passeggeri contemporaneamente.