Baduel Cesare

Atti dell’VIII Congresso Nazionale di Idrologia e Climatologia Milano 1906

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Perugia , Unione Tipografica Cooperativa , 1907


mm. 243 x 168

Cartonato editoriale verde con titoli

pp. 586, le prime due bianche, 1 c. b. finale 

 


SC. 25
€ 120,00
L’Ottavo Congresso Nazionale di Idrologia e Climatologia si tenne a Milano dal 3 al 6 ottobre 1906 presso la Villa Reale (in concomitanza con il grande fermento scientifico e sociale legato all’Esposizione Internazionale del Sempione del 1906). Il comitato organizzativo fu presieduto dal celebre medico e accademico italiano Luigi Devoto, pioniere della medicina del lavoro.
A quell’epoca, i congressi di questa disciplina non trattavano l’idrologia solo in senso strettamente geologico o ingegneristico, ma si concentravano sull’idrologia medica, sulla climatoterapia e sulle cure termali, che stavano vivendo una vera e propria età dell’oro (la Belle Époque).
Gli Atti di quel congresso raccolgono le relazioni scientifiche e i dibattiti incentrati su tre grandi filoni:
1. La "Democratizzazione" delle cure termali e balneologiche
Il tema centrale e più innovativo dell’apertura (fissato dallo storico discorso inaugurale del Prof. Devoto intitolato "I medici e la democratizzazione delle cure balneologiche e fisiche") riguardava l’estensione dei benefici delle terme. Fino ad allora le stazioni idrominerarie e i soggiorni climatici erano un lusso per l’aristocrazia e l’alta borghesia. Nel congresso del 1906 si iniziò a discutere scientificamente e politicamente di come rendere queste terapie accessibili anche alle classi lavoratrici e meno abbienti, ponendo le basi per il termalismo sociale e l’idrologia medica assistenziale.
2. Standardizzazione e rigore scientifico delle Acque Minerali
Negli atti vengono presentati studi chimici, fisici e biologici sulle principali sorgenti italiane (un esempio dell’epoca furono i massicci investimenti e studi sulle fonti di San Pellegrino e sulle acque salso-bromo-iodiche). Il congresso serviva a:

Validare scientificamente le proprietà terapeutiche delle acque minerali, per combattere l’empirismo e le frodi commerciali.
Discutere i criteri di imbottigliamento, igiene e trasporto delle acque curative.
3. Climatologia medica e Sanatori
Un’ampia sezione era dedicata allo studio del clima italiano in rapporto alla salute pubblica. In un’epoca in cui la tubercolosi e le malattie respiratorie facevano milioni di vittime e gli antibiotici non esistevano, la scelta del clima (marittimo, montano o collinare) era la terapia principale. Gli atti analizzavano:

I fattori meteo-climatici delle diverse regioni (piovosità, venti, umidità).
L’efficacia terapeutica delle diverse stazioni climatiche e la necessità di istituire sanatori e ospizi marini per i bambini e i lavoratori.
In sintesi, il volume del 1906 documenta il momento di passaggio in cui l’idrologia e la climatologia italiane cercavano di consolidarsi come scienze mediche rigorose, legandosi fortemente ai nascenti concetti di sanità pubblica e medicina sociale.