Squindo Eugenio

Pascoli e alpeggi protagonisti a Gressoney. En grond on of der alpo z’ Greschoney. 1939 - 2005

Chiedi informazioni

Saint Christophe , Arti Grafiche E. Duc , 2005


mm. 340 x 140

Cartonato editoriale con foto

pp. 61, 1 c. b. 

Foto nel testo


SC. 25
€ 25,00
Squindo è un noto ricercatore, storico e autore locale profondamente legato alla Valle di Gressoney (e alla cultura Walser). Il tema centrale di questi lavori e scritti ruota attorno alla vita rurale, all’antropologia e alla storia dell’alpeggio nella Valle del Lys.
L’opera e la ricerca di Squindo su questo specifico argomento trattano di:
1. La transumanza e la vita in alta quota
I "protagonisti" sono i pastori e i malgari che, secolo dopo secolo, hanno scandito la vita economica della valle. L’opera descrive il funzionamento tradizionale della monticazione (la salita agli alpeggi estivi) e della demonticazione (il ritorno a valle in autunno). Viene analizzato come la gestione dei pascoli non fosse solo un’attività economica, ma il vero motore sociale dell’intera comunità.
2. L’architettura e l’ingegno dei Walser
Un focus fondamentale è dedicato alle strutture fisiche degli alpeggi: gli Stadel e le stalle in pietra e legno costruite ad alta quota. Squindo documenta la straordinaria capacità della popolazione Walser di adattarsi a condizioni ambientali estreme, edificando strutture autosufficienti e durature, e disegnando canali di irrigazione (bwa) per rendere fertili i pascoli ripidi.
3. La trasformazione del territorio e la memoria storica
C’è una forte componente di recupero della memoria. L’autore mette a confronto il passato florido della civiltà contadina d’alta quota con la realtà odierna. Se in passato ogni singolo fazzoletto di terra o piccolo alpeggio (anche il più impervio) veniva sfruttato e protetto, oggi molti di essi sono stati abbandonati a favore degli alpeggi più grandi e accessibili, lasciando che la natura si riappropri dei sentieri e dei ruderi.
4. Il rapporto uomo-natura e le difese del territorio
Nelle sue ricerche vengono alla luce aneddoti e dettagli d’archivio unici: ad esempio, come le comunità di Gressoney organizzavano i pascoli per difendere il bestiame dai predatori (come il lupo), costruendo imponenti recinti in pietra a secco tuttora visibili lungo i sentieri escursionistici della valle.
In sintesi, quando si parla dei lavori di Eugenio Squindo sui pascoli e gli alpeggi di Gressoney, si fa riferimento a un’opera di archeologia rurale e antropologia alpina: una testimonianza scritta e fotografica per non dimenticare che l’aspetto odierno delle montagne di Gressoney è il frutto del lavoro secolare di generazioni di pastori.