L’ assedio di Alessandria nel 1174
Torino , Pei tipi di Luigi Arnaldi , 1849
Dramma in cinque atti di Felice Goven
mm. 175 x 130
Brossura editoriale con titoli in rosso.
Prima edizione
A partire dalla dieta di Roncaglia, l’Imperatore Federico Barbarossa tentò più volte di riportare i comuni dell’Italia settentrionale sotto la sua autorità, spesso mettendoli l’uno contro l’altro. Dopo la distruzione di Milano nel 1162, però, nacque un sentimento di unità contro l’imperatore, che portò alla nascita di una grande alleanza, la Lega Lombarda. Uno dei primi atti della Lega fu la fondazione di una nuova città, posizionata sia vicino alle terre del marchese del Monferrato, grande sostenitore dell’impero, sia sulla strada che Federico Barbarossa percorreva per le sue campagne italiane. La concessione del titolo di civitas, inoltre, era un privilegio imperiale e, perciò, l’imperatore si sarebbe sentito obbligato a distruggerla. La città, inizialmente nota come Civitas Nova, fu offerta in feudo a Papa Alessandro III e dunque prese il nome di Alessandria. La sua costruzione fu in larga parte finanziata dal comune di Genova, che aveva bisogno di una strada sicura per i commerci con Milano. Alessandria, per di più, venne edificata con la consapevolezza che sarebbe stata sicuramente assediata negli anni a venire e venne quindi dotata di molte strade irregolari, in modo da complicare un’eventuale infiltrazione nemica. Il Barbarossa diede inizio alla sua quinta campagna militare in Italia nel 1174 con l’assedio e la distruzione di Susa, che lo aveva sconfitto nel 1167. Giunse poi ad Asti, che però si arrese lasciando libera la strada verso Alessandria











