Voloire dalla Venaria Reale a Milano. La gloriosa storia delle batterie a cavallo

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Torino , Teca per l’Associazione immagine per il Piemonte


a cura di Vittorio G. Cardinali e Maria Luisa Reviglio della Venaria

Introduzione Giuseppe Uzzo

(mm. 240 x 225)

Cartonato editoriale con foto, e alette

Pp. 90 (le prime due bianche, (2)

Illustrazioni, b/n e colori, nel testo

Le “Batterie a Cavallo” furono fondate da Alfonso Lamarmora in data 8 aprile 1831, nel contesto del rammodernamento degli eserciti, sconvolti negli ordinamenti tradizionali dalle campagne napoleoniche, per supportare con artiglieria leggera le incursioni della cavalleria.La particolare configurazione, tutti gli artiglieri a cavallo e nessuno sul “cassone”, consentiva una maggiore celerità di movimento al punto di essere denominate volanti (da cui il nome “Voloire”); l’armamento sufficientemente leggero consentiva una rapida combinazione di fuoco e movimento che disorientava gli avversari e, non ultimo, essendo tutti a cavallo, una volta esaurite le munizioni o se la situazione lo rendeva necessario, gli artiglieri si univano ai cavalieri nelle memorabili cariche. Prima sede delle “Batterie” fu Venaria Reale. Sembra che il soprannome di “Voloire” sia stato dato dagli abitanti di Venaria che furono i primi a definirle “volanti”; una seconda versione attribuisce il nome alla “rata voloira” cioè il pipistrello, per via degli svolazzanti mantelli grigi – ma viene preferita la prima. Successivamente, nel 1887, le Batterie riconfigurate in Reggimento vennero trasferite nella città di Milano


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