Bartoli, Pietro Santi

D. Nicolao Simonellio picturae omniumq[ue] bonarum artium cultori eximio

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Roma , Io. Iacobus de Rubeis


genio tuo obsequor, gratiam quaero, Nicolae praestantissime eruditis oculis tuis admiranda Raphaelis Urbinatis monumenta subijcio, tuoque nomini dico: dum enim ipsa, meis typis, eduntur, tu, qui pictorem principem, summo studio, prosequeris, dignus profecto es, qui eius quoque gloriae comes prodeas, et eniteas deditissimus servus Io. Iacobus de Rubeis; Raphael Sanctio Urbin. inv. Petrus Sanctus Bartol. dis. et sculpt.

(Arte, Incisioni)

In oblungo

(mm. 215 x 345)

Mezza pelle posteriore (usure e spellature)

Serie composta da 14 stampe e un frontespizio che illustrano gli affreschi di Raffaello in Vaticano, Stanza dell’Incendio

Incisioni realizzate verso la fine del XVII secolo

Traduzione del titolo al frontespizio: Io sono un eccellente amante delle belle arti, obbedisco al tuo ingegno, cerco il tuo favore, sottopongo ai tuoi occhi dottissimi gli ammirabili monumenti di Raffaello da Urbino e parlo in nome tuo: perché mentre vengono pubblicati nelle mie stampe, tu, che segui con la massima diligenza il principale pittore, sei certamente degno, che ti presenti anche come compagno della sua gloria e risplendi, un servitore devotissimo. Bigliografia: Raphael invenit: stampe da Raffaello nelle collezioni dell’Istituto nazionale per la grafica. Catalogo, Roma 1985, Incendio VI, n. 4-18 p. 58-60 - Cicognara 3600   


ANGOLIERA
€ 3.500,00
celebre serie di incisioni di Pietro Santi Bartoli (1635-1700), raffigurante i fregi di Raffaello in Vaticano, pubblicata a Roma intorno al 1670-1680 da Giovanni Giacomo de Rossi. È rivolta a Niccolò Simonelli, definito "eccelente cultore della pittura e di tutte le belle arti", importante collezionista, amministratore artistico e studioso romano, attivo nel XVII secolo, noto per essere stato stretto collaboratore di Giovanni Paolo Oliva e legato ad artisti come Carlo Maratta. Il Bartoli, dedicando l’opera, afferma di assecondare il genio del Simonelli ("Genio tuo obsequor"), cercando la sua grazia ("gratiam quaero"), e sottopone al suo sguardo erudito ("eruditis oculis tuis") i mirabili monumenti di Raffaello Urbino.L’opera riproduce i "Fregi disegnati ed eseguiti da Raffaello nel Vaticano" (Logge), incisi all’acquaforte dal Bartoli.