Doria, Gino

Il Largo di Palazzo a Napoli e Gaspare degli Occhiali

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Verona, Milano , Valdonega per la Banca commerciale Italiana , 1964


mm. 310 x 240

Mezza pelle editoriale con titolo al dorso

pp. 18, (4), 1 c. b. con 5 tavole fuori testo in b/n e XIII a colori applicate alla pagina

In ottimo stato su carta speciale

 Manca la custodia

 


SC. 18
€ 20,00
Lo chiamavano Gaspare degli Occhiali, perché aveva l’abitudine di nascondere il volto dietro enormi e improbabili lenti, per scrutare meglio uomini e cose, ma il suo vero nome era Gaspar van Wittel. Si aggirava furtivo nella Napoli dei viceré spagnoli e di mestiere faceva il pittore: i suoi dipinti sono un teatro della memoria, un archivio visivo della città che, nei primissimi anni del 700, si prestava a cambiare per l’ennesima volta dominazione e faccia, come era già accaduto più volte in passato e altre volte sarebbe accaduto negli anni a venire. A Caspar van Wittel, pittore olandese naturalizzato italiano, dobbiamo alcune delle più straordinarie vedute della Napoli di quel periodo: dal 1699 al 1702 fu chiamato dal viceré spagnolo Luis Francisco de la Cerda, duca di Medinaceli, per lavorare nel cantiere del Palazzo Reale. E proprio in onore del duca di Medinaceli, al quale era legatissimo, questo eccentrico e occhialuto vedutista da tutti chiamato Gaspare degli Occhiali, decise di chiamare suo figlio Luigi. Quel Luigi che in seguito diventerà noto - certamente più noto del padre - con il nome italianizzato di Luigi Vanvitelli